Colombario di Pomponio Hylas

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La storia si ripete come dice De Gregori in una nota canzone e così anche nell’antichità, chi non poteva permettersi un sepolcro privato si iscriveva ad un’associazione funeraria che, mediante il versamento di una modesta somma, assicurava l’accoglimento delle ceneri del defunto in uncolombario.
Quello di Pomponio Hylas è forse il più interessante tra quelli giunti fino a noi. Si nasconde nei sotterranei delparco degli Scipioni, nascosto da un piccola struttura di ricovero attrezzi o altro. E invece ti ritrovi scendendo delle strette scale d’accesso una bella iscrizione a mosaico che ricorda il nome del pronome del sepolcro collettivo e di sua moglie Pomponia Vitalinis,  la lettera “V“sopra il suo nome sta ad indicare che era ancora viva.

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I due grifoni ai lati di una cetra svolgono una funzione contro il malocchio. Religione e superstizione nella Roma antica sono una cosa sola. Probabilmente il colombario esisteva già…

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