“Il Tuffatore” ritorna nel museo di Paestum dove trova una “nuova casa” con un “nuovo inquilino”: l’inedita Tomba delle Palmette che svela il capolavoro: né etrusco né greco, ma opera di una bottega pestana che rientra in una tradizione locale

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La lastra superiore della Tomba del Tuffatore, capolavoro del 480 a.C. La lastra superiore della Tomba del Tuffatore, capolavoro del 480 a.C.

Né greco né etrusco. Probabilmente un pestano. Il “Tuffatore” di Paestum è finalmente un po’ meno misterioso. L’identità dell’uomo raffigurato sulla lastra tombale del 480 a.C. resterà sempre un mistero, le ossa non sono state ritrovate e quindi sarà per sempre una questione aperta. Ma ora gli archeologi possono meglio definire tutto il contesto: la derivazione artistica di quell’affresco molto noto è stata finalmente svelata. A rivelare la straordinaria scoperta è lo stesso direttore del museo Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, al momento del rientro a Paestum del capolavoro che mancava da “casa” dal luglio 2015. Il 4 ottobre la lastra di copertura della Tomba del Tuffatore ha infatti lasciato il museo Archeologico nazionale di Napoli, ultima tappa di un tour iniziato l’anno prima dall’Expo di Milano, ed è ritornata al museo Archeologico nazionale di Paestum dove ha trovato una “nuova…

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