Alla Centrale Montemartini la bambola di Crepereia Tryphaena

Da “Il Giornale dell’Arte.com”

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Roma. Bellissime novità alle Centrale Montemartini, il museo archeologico nato quasi vent’anni fa negli spazi riconvertiti di un’ex centrale elettrica di primo Novecento come deposito temporaneo, poi trasformato in sede permanente dei Musei Capitolini.
Dal 1° giugno arrivano pezzi straordinari, di norma custoditi nei depositi, tra cui il famoso corredo funerario di Crepereia Tryphaena, fanciulla morta prima delle nozze, ritrovato a fine Ottocento durante lo scavo per la costruzione di Palazzo di Giustizia. È costituito da una serie di gioielli in oro e pietre preziose e oggetti da toeletta, ma soprattutto dalla straordinaria IMG20160530150728885_900_700bambola d’avorio con arti snodabili, probabilmente di manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo dopo Cristo. Altri arrivi sono tre bellissimi mosaici policromi d’età repubblicana nella sala Colonne e un quarto più tardo al primo piano, nella sala Caldaie. Dei tre al piano inferiore il più grande ha un’iconografia particolre, un labirinto cinto da mura, proviene da scavi del 1958 in piazza San Giovanni in Laterano e data agli inizi del I secolo avanti Cristo. Gli altri due, più piccoli ma di eccezionale fattura, raffigurano un leone IMG20160530150546892_900_700circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749, e una scena nilotica della seconda metà del I secolo avanti Cristo, rinvenuta nel 1882 in scavi per la costruzione del Palazzo delle Esposizioni di Pio Piacentini. Il quarto è un grande mosaico pavimentale d’età imperiale con il ratto di Proserpina, scoperto nel 1885 in una tomba della via Portuense, a cui rimanda il tema figurativo.
Per l’occasione sarà esposta anche una preziosa testa-ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, concessa fino a gennaio dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. Sarà esposta in sala Macchine accanto all’Orante scolpita nella stessa pietra, della quale era la testa originaria.

di Federico Castelli Gattinara, edizione online, 30 maggio 2016
 

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